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Autonomia, collaborazione elettronica e reti di scuole

Si tratta di un articolo uscito qualche anno fa ma ancora molto attuale.

Questa è stagione di grandi cambiamenti per gli insegnanti italiani e di molte parti del mondo. Ad essi viene chiesto non solo di cambiare il modo di insegnare e di adattare il curricolo ai nuovi saperi, ma anche di introdurre nuove pratiche valutative e di integrare la tecnologia nella didattica quotidiana.

Molti insegnanti,tra cui in primis quelli delle scuole elementari italiane, stanno prendendo coscienza, anche attraverso l’introduzione del lavoro di team di modulo, che la collaborazione è strumento potente e via obbligata per affrontare i nuovi impegni: essa permette non solo di riflettere sull’insegnamento per definire curricoli più efficaci, ma anche di mettere in comune esperienze, risultati e ricevere sostegno sulle questioni comuni.

Purtroppo anche nelle Italia , come in altre nazioni, nel lavoro scolastico la cultura della collaborazione non è ancora sufficientemente diffusa e gli insegnanti si trovano spesso da soli o in piccoli gruppi ad affrontare questi problemi non più risolvibili individualmente.

Oggi il quadro potrebbe radicalmente cambiare anche in modo accelerato . Il Piano di sviluppo delle Tecnologie Didattiche 1997-2000 e l’installazione della rete Intranet in tutte le direzioni e presidenze delle scuole d’Italia, permetterebbe e in parte già permette agli insegnanti di utilizzare la comunicazione elettronica come strumento efficace di potenziamento e di supporto alla collaborazione.

Pur in una situazione generale ancora insoddisfacente, caratterizzata dalla presenza di siti Web delle scuole, a carattere istituzionale, sindacale o associativo, costruiti principalmente "per far vedere" quello che ogni soggetto fa, in cui si esprimono vari interessi ed esigenze legate al mondo della scuola, alcuni web di carattere educativo e didattico, mailing list e newsgroups incominciano ad essere diffusi anche da noi . Ciò permette già a molte scuole di lavorare su progetti comuni. Si veda in particolare il Progetto Kidslink ( htttp://kidslink.bo.cnr.it ) che , nato nel 1992 dalla collaborazione tra CNR, comune di Bologna e Arci computer è stato il primo esempio italiano di rete collaborativa tra più scuole e che può essere assunto come modello, pur nelle cambiate condizioni di sviluppo del software e dell’hardware, dal punto di vista della filosofia educativa non sempre presente in altre realtà , cioè della consapevolezza della potenzialità educativa della Rete come mezzo di motivazione, potenziamento dello scambio comunicativo e di partecipazione di idee e progetti.

Detto semplicemente, l’uso critico e razionale dell’informatica e di Internet per incrementare i livelli di collaborazione non è ancora entrato a far parte della vita quotidiana delle scuole e gli insegnanti usano ancora poco la Rete per la messa in comune di idee e riflessioni sulle pratiche didattiche. Le cause di tale situazione sono diverse , ma possono essere complessivamente ricondotte alla scarsa cultura scientifica e tecnologica del nostro paese dove sono prevalsi in un passato mai del tutto ancora superato, atteggiamenti di rifiuto , di condanna o di subordinazione culturale della scienza ad altri e più decisivi saperi ( teologia e filosofia). Capita nel nostro paese sovente, sentire persone dei più diversi livelli culturali e sociali affermare con orgoglio e/o ritrosia che "loro non hanno mai messo e non metteranno mai le mani " su un computer (perfino dentro a qualche università ci sono professori che ragionano e si comportano in questi termini) e in uffici pubblici abituati a comunicare solo con le circolari cartacee ci si meraviglia se qualcuno ha capito ed usa la posta elettronica per comunicazioni anche all'interno dello stesso edificio risparmiando tempo e lasciando traccia scritta delle sue comunicazioni in modo semplice ed efficace.

Se Internet e tutte le conoscenze in essa depositate continuamente rinnovate e progressivamente in crescita, accessibili da qualunque punto e in qualunque momento, rappresenta quella che Pierre Levy definisce L’Intelligenza Collettiva ( Cfr. : Pierre Levy L’Intelligenza Collettiva Feltrinelli Milano 1996) , è tutta ancora da svolgere un'azione di infiltrazione nelle scuole e nella cultura italiana di questa consapevolezza, anche e soprattutto per le questioni della formazione ad ogni grado e livello scolastico. Ogni insegnante dovrebbe essere cosciente che in Internet può partecipare e ricevere idee e progetti per la soluzione delle difficoltà del fare scuola.

Alcuni esempi.

Nei gruppi di discussione elettronica (detti newsgroup) gli insegnanti possono discutere e stabilire relazioni con colleghi, con esperti della materia , con consulenti didattici e con altri specialisti per vari scopi: costituire specifici gruppi di apprendimento, migliorare la riflessione sulle pratiche didattiche, sostenere e far esercitare gli alunni. Pensiamo in particolare a quello che è un vero deficit nazionale : i livelli di padronanza della lingua inglese. Facendo frequentare agli alunni il newsgroups "alt.usage.english" e raggruppando i messaggi per argomento, gli alunni possono sicuramente essere stimolati in modo meno meccanico e scolastico ad usare in modo attivo l'inglese corrente. Ci sono newsgroups sui più svariati argomenti di carattere educativo e didattico che possono rispondere a qualsiasi esigenza formativa ( per es. la valutazione nel campo delle competenze scientifiche, di quelle linguistiche, o matematiche ecc.), su problemi più generali ( definizione dei saperi essenziali) o su progetti più specifici ( sviluppare un curricolo di scuola basato sulle risorse reperibili in Internet). I newsgroup possono essere quelli già esistenti ( moderati e non ) o possono essere creati secondo i diversi bisogni.

In Italia esistono, anche se ancora scarsi e poco frequentati rispetto alla media di altri paesi europei, newsgroups e mailing list su vari argomenti anche di carattere didattico . Si veda a questo proposito il sito www.mailgate.org che da l’accesso a molti newsgroup italiani e stranieri o il sito www.edscuola.com creato da Mario Cillo che ospita una serie di forum di vario argomento , dalla politica scolastica alle questioni pedagogiche e didattiche.

A tale proposito sembra urgente la creazione di un newsgroup e di una mailing list sulle scuole incluse nel piano nazionale per le zone a rischio, per creare un forum di discussione e un database dei messaggi sempre accessibile in rete in modo che le singole scuole non rimangano isolate e rinchiuse nelle logiche delle rendicontazioni burocratiche , ma che 'rendano conto! del loro problemi e delle loro azioni prima di tutto alle altre scuole impegnate nei progetti e si crei un canale di comunicazione veloce che superi i pericoli dell'autoreferenzialità con la quale nella scuola tutto si assomiglia a tutto e non si riesce a far emergere in modo chiaro le differenze e le specificità delle varie situazioni. Si potrebbe creare una rete delle scuole delle zone a rischio che può avere un link sul sito web del Ministero www.istruzione.it o su quello della BDP www.bdp.it L'amministrazione scolastica ha investito nelle scuole a rischio, cifre considerevoli, ma sappiamo tutti che non saranno le sole risorse finanziarie pure indispensabili a garantire risultati. Anche in questo caso la Rete può fungere da strumento potente di scambio e di comunicazione per portare alla luce del sole, i problemi della periferia scolastica.

Per una raccolta più completa dei newsgroups dotata di un potente motore di ricerca che indicizza milioni di messaggi nei vari gruppi di tutto il mondo, è opportuno rivolgersi al sito www.deja.com. Qui è possibile all'interno dei messaggi che ci vengono restituiti attraverso una ricerca per parole-chiavi , passare da un messaggio ad un sito web indicato nello stesso e probabilmente ottenere in modo più specifico risposta ai nostri bisogni di informazione.

Esiste altresì il database delle mailing list a cui si può accedere all' indirizzo www.lsoft.com e dove, attraverso interrogazioni con parole-chiave è possibile accedere alle liste di discussione più importanti e/o più frequentate in tutto il mondo.( Per esempio è possibile accedere alle istruzioni per l'iscrizione alla mailing list "Reggio Emilia Preschool Discussion Group " sull’approccio di Reggio Emilia negli indirizzi didattici per le scuole dell’infanzia digitando Reggio nello spazio vuoto del motore di ricerca annesso al sito dell'indirizzo citato). All'interno del sito www.edscuola.it è possibile individuare altri a varie risorse.

Da molte parti e giustamente si paventano i pericoli dell'eccesso d'informazione, con conseguenti effetti negativi di dispersione e di mancanza di approfondimenti, di induzione all'indecisione che l'enorme quantità di notizie che circolano nella Rete possono causare. Pericolo reale aggravato dal fatto che oggi è sempre più diffuso l'intreccio tra interessi commerciali in tutti i settori e potenza comunicativa di Internet. Pensiamo a tutti gli interessi legati al commercio elettronico o al mercato dell'istruzione a distanza via Internet che sono settori trainanti nelle economie più avanzate (sui questi pericoli in particolare sui difetti dell'istruzione a distanza si è già intervenuti su questa rivista commentando la posizione del prof. David Noble dell'Università di Toronto).

In questa situazione è sempre più vero che senza guide alle risorse e alla navigazione si rischia di fare casuali e spesso infruttuose ricerche durante le quali non è proprio vero che " m'è dolce naufragar in questo mar". ( si veda dello scrivente Interculturalità in rete. Guida all'uso didattico delle risorse in Internet in Come si è stretto il mondo a cura di F. Susi A. Armando Roma 1999 pagg. 285-307).

Ognuno può scegliere vari motori di ricerca per individuare le risorse più adatte ai propri interessi ( www.yahoo.it www.lycos.it www.altavista.com www.virgilio.it per citare i più usati) ma se si vuole navigare con una rotta ben precisa rimangono insostituibili le frequentazioni dei newsgroup e delle mailing list. E' proprio all'interno dei messaggi, che gli interessati di un certo settore si scambiano, che vengono indicati i siti web specializzati che contengono le risorse più approfondite su i più svariati temi.

Anche in questo campo, rimane insostituibile il ruolo della scuola e della formazione, poiché solo in un luogo non soggetto agli interessi commerciali e di parte questi strumenti possono essere utilizzati in modo razionale abituando gli insegnanti e gli alunni a discernere le informazioni pertinenti, a scegliere i siti di qualità, a utilizzare la rete per scambiare messaggi e creare reti di collaborazione e discussione su tutti i temi veri della pratica educativa quotidiana è ancora poco presenti nelle rete.

Nel momento in cui le scuole italiane, iniziando a liberarsi dalle pastoie della burocrazia e delle procedure formali, si incamminano sui terreni dell'autonomia che è prima di tutto autonomia culturale ed ideale, la costituzione di reti di scuole che collaborano a progetti comuni può fungere da necessaria arteria formativa e comunicativa senza la quale tutti i processi innescati rischiano di rimanere asfittici e senza lo slancio della libera ricerca, della sperimentazione. La collaborazione elettronica e le reti telematiche tra scuole possono costituire quel cervello collettivo pedagogico, senza "padroni del pensiero" che può aiutare finalmente a sdoganare la formazione da altre finalità che non siano quelle già indicate dal Dewey di un incremento sempre più positivo dell'esperienza umana per tutti gli esseri di tutto il pianeta.

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