4 Ottobre. San Francesco d'Assisi

Data 3/10/2008 16:04:46 | Categoria: Feste e tradizioni

San Francesco d’Assisi
Il 4 ottobre si festeggia San Francesco, il patrono d’Italia. Nato ad Assisi nel 1181 o 1182, figlio di un ricco mercante, dopo un giovinezza spensierata e benestante, ebbe una profonda crisi spirituale, in seguito alla quale donò tutti i suoi beni e, in totale povertà, cominciò a dedicarsi alla predicazione del messaggio di Cristo.
Presto raccolse intorno a sé un gruppo di seguaci e nel 1210 fondò l’ordine francescano. Morì nel 1226 e fu proclamato santo nel 1228 da Papa Gregorio IX .


Il santo di Assisi è una figura molto importante, infatti lo ritroviamo sia nel libro di storia, in quanto fondatore di un importante movimento di riforma della Chiesa, sia nel libro di letteratura perchè il Cantico delle Creature è uno dei primi documenti letterari in volgare che ci siano giunti.
Nel 1200 il latino, a volte mescolato al volgare, mantiene ancora il predominio come lingua scritta; accanto ad esso, però, si diffonde per scopi pratici (lettere , registri , tradizioni , documenti vari ecc…) anche l’uso del volgare.
In questo periodo compaiono anche i primi scritti letterari e artistici  in volgare: sono le poesie della Scuola poetica siciliana, fiorita alla corte dell’imperatore Federico  II tra il 1230 e il 1250, che trattano il tema dell’amore,  e i testi della poesia toscana e umbra,  di argomento religioso, il più noto dei quali  è appunto il Cantico delle creature di San Francesco d’Assisi.
Latino e volgare si influenzano reciprocamente nella lingua scritta, soprattutto nel lessico, cioè nei termini, nelle parole, che dal latino scritto entrano nel volgare e nella sintassi, cioè nella struttura del periodo; va però ricordato che la maggioranza della popolazione parla ancora i dialetti locali.
Il Cantico delle creature fu composto, secondo un’antica biografia di San Francesco, poco prima della sua morte, nel 1224. Scritto in volgare umbro, destinato ad essere diffuso oralmente e cantato fra la gente, è un’appassionata lode a Dio in quanto Creatore, nonché una delle più importanti testimonianze della poesia religiosa umbra.  Nel testo è espressa una forte spiritualità, tipica nel Medioevo, ma anche la novità del messaggio di Francesco che, nella fratellanza universale tra le creature e nella loro armonia, presenta un mondo liberato dal senso cupo del peccato, pacificato e sicuro. Anche l’uomo trova qui la sua collocazione, in quanto dotato della dignità di tutte la altre creature.
Domina il testo un senso di pace e di serenità, che si estende anche alla morte.



 Sofia e Carlotta II A





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